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CISA ordina alle agenzie federali di patchare il bug critico di Check Point VPN sfruttato come zero-day

La CISA ha emesso un'ordine urgente per le agenzie federali USA a patchare un vulnerabilità critica in Check Point Remote Access VPN, sfruttata in attacchi zero-day da gruppi ransomware Qilin. La fail delle patch potrebbe compromettere l'accesso remoto ai sistemi di backup e archiviazione.

Server e rete VPN in un ambiente cloud

La CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency) ha emesso un'ordine urgente alle agenzie federali USA per patchare immediatamente un vulnerabilità critica in Check Point Remote Access VPN e Mobile Access, già sfruttata in attacchi zero-day da gruppi ransomware Qilin. La fail delle patch potrebbe espone i sistemi di backup e archiviazione remota a rischi significativi.

Server e rete VPN in un ambiente cloud

Il bug, identificato come CVE non specificato nella notizia, permette agli attaccanti di ottenere accesso non autenticato ai sistemi, compromettendo l'intera infrastruttura VPN. Per le PMI e gli MSP che utilizzano soluzioni Check Point per l'accesso remoto ai server di backup, questa vulnerabilità rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza dei dati aziendali.

Le agenzie federali hanno tre giorni per applicare le patch rilasciate da Check Point. Gli esperti consigliano di verificare immediatamente l'installazione delle aggiornamenti e di implementare controlli aggiuntivi per monitorare eventuali tentativi di sfruttamento non rilevati.

Per proteggere i sistemi di backup, è fondamentale assicurarsi che l'accesso remoto sia protetto da autenticazione robusta e che i canali di comunicazione siano crittografati. Questo incidente sottolinea l'importanza di mantenere aggiornati tutti i componenti infrastrutturali, specialmente quelli che garantiscono l'accesso sicuro ai dati critici.

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